Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile GaMMaDonna®, seconda edizione
Il Salone, promosso dall’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda (AIDDA), sarà organizzato a Torino dal 19 al 21 ottobre 2006, presso il Centro Fieristico Torino Esposizioni, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il sostegno delle massime autorità istituzionali e delle principali associazioni di categoria e di genere. Un appuntamento dedicato alle tematiche che ruotano attorno alla risorsa produttiva “donna” e al suo modo di fare impresa, in un’area espositiva di oltre 2.500 mq. Ingresso gratuito.
info@gammadonna.it , www.gammadonna.it/
Il portale dei Comitati per l'imprenditoria feMMinile http://www.if-imprenditoriafemminile.it/ : se siete intenzionati a entrare nel mondo dell'imprenditoria femminile, il portale può esservi di aiuto. Navigandolo troverete gli indirizzi di tutti i Comitati per l'imprenditoria femminile al momento costituiti, oltre a informazioni su progetti realizzati e una buona documentazione. Invisible women, una mostra fotografica sulle donne Dal 5 ottobre al 25 novembre presso lo spazio espositivo dello Shenker Culture Club di Bologna è di scena la mostra fotografica Invisibile women della fotoreporter e giornalista canadese Sheila McKinnon, che da molti anni ormai risiede in Italia: trenta fotografie per una galleria di immagini che esaltano la quotidianità femminile in tutte le parti del mondo, di grande bellezza formale e dai colori saturi, vividi e bellissimi. Teathralìe in progress un concorso X le donne a teatro Concorso nazionale, promosso dall’Unione Femminile Nazionale e da La Baracca di Monza, ha come scopo quello di valorizzare visioni, progetti e scritture di teatro ideati da donne, ed è dedicato alla drammaturgia contemporanea delle donne. Teatrhalìe in Progress vuole essere un’occasione per incoraggiare la diffusione delle forme della scrittura teatrale al femminile, per accogliere progetti che non sono ancora diventati teatro, per esplorare e mettere in rete le autrici e infine per riflettere sullo stato attuale della drammaturgia delle donne in Italia. I progetti dovranno essere inviati presso la sede della Baracca di Monza via Paolo Sarpi 28 20052 Macherio oppure inviati via mail a teatrhalieinprogress@unionefemminile.it, indicando in oggetto: Concorso Teatrhalìè in Progress 2006. "Uomo - DoNNa risonanze interNe" Il gene in testa e il feto in pancia
L'Associazione Culturale FestArte organizza il concorso di videoart "Uomo - Donna risonanze interne" nell'ambito della quarta edizione, che si svolge a Roma tra fine novembre e primi dicembre 2006. Obiettivo di FestArte è dare visibilità all'arte creando eventi dove teatro e danza, suoni e immagini, musica e spettacolo si fondono per creare nuovi linguaggi di gender identity. La Giuria è presieduta da Dario D'aprile - Brand Manager Fox International Channel Italy e Direttore Artistico di RESFEST - e formata da: Antonio Passa, artista già direttore della Accademia di Belle Arti di Roma, e Daniela Ubaldi direttore responsabile di NEXT EXIT creatività e lavoro. Scadenza 10 novembre 2006. I materiali inviati entro il 10 ottobre 2006 potranno inoltre essere selezionati per un ulteriore progetto legato al video da realizzarsi per la Regione Lazio, in via di definizione. Info:www.festarte.it Segreteria organizzativa responsabile concorso Giulia Sepe uff. 06.5136278 - Cell.349.0861348
Storia del corpo femminile, Barbara Duden, Bollati Boringhieri, 2006
Perché l’embrione è diventato persona? In guter hoffnung , in buona speranza. L’espressione popolare tedesca che designa la donna incinta è quel che resta di un tempo in cui «non esisteva la gravidanza, ma soltanto donne che si sentivano incinte», portatrici di una speranza che solo dopo un tempo variabile - mesi o anni - poteva concludersi con la nascita di un bambino. Solo a posteriori c’era la certezza della gravidanza, solo quando la donna aveva partorito: un bambino, sperabilmente, ma poteva essere altro, un errore della natura, aria o sangue. Come è successo che la buona speranza si sia trasformata «nell’organizzazione più o meno affidabile di un processo riproduttivo»? Per rispondere alla domanda Barbara Duden legge e rilegge il diario in cui il dottor Storch, medico nella cittadina di Eisenach nella prima metà del ‘700, segnava “le lagnanze” di milleseicento fra balie e nobildonne, contadine e mogli di artigiani, storie alle quali si può guardare dall’oggi con un sorriso di sufficienza, come a testimonianze di un’epoca in cui molto, del corpo e delle sue funzioni, non era conosciuto. Ma se alle diligenti note del dottor Storch la storica non chiede dei saperi costruiti sul corpo e dei poteri che su di esso si esercitano, ma dell’esperienza e della percezione «che viveva una donna quando diceva “io”», allora assume “la posizione dell’incantatrice”. E in virtù di questo spostamento la storica del corpo riesce a mostrarci, come per incanto, la moderna «prigione che priva di corporeità», l’espropriazione dei corpi prodotta dalla bioscienza e dalla legge, usando come paradigma il corpo femminile e la sua potenzialità generatrice.





























































































